POLTRONA SONORA, TRA SOUND EMBODIMENT E INCLUSIONE
Esplorazione multisensoriale del suono attraverso vibrazioni e percezioni tattili
A cura di: Officina Sonora APS
In collaborazione con: Școala Gimnazială Specială pentru Deficienți de Vedere – Bucarest
Anno: 2020
Ambiti: accessibilità sensoriale, educazione al suono, musicoterapia vibrazionale, arte e neuroscienze
Parole chiave: sound embodiment, ascolto consapevole, inclusione, pedagogia del suono, neuroestetica, disabilità sensoriali
La Poltrona sonora è un dispositivo sensoriale progettato da Officina Sonora APS che trasforma il suono in una esperienza immersiva e corporea. Realizzata per la prima volta nel 2013 e giunta nel 2020 alla sua quarta versione, questa creazione si ispira al concetto di musique d’ameublement di Erik Satie, e rappresenta una significativa innovazione nel campo dell’accessibilità multisensoriale.
Dotata di quattro diffusori acustici integrati nella struttura in legno e di un amplificatore Bluetooth, la poltrona consente la propagazione delle vibrazioni sonore attraverso il corpo, rendendo tangibile la musica in forma vibro-tattile. L’obiettivo è rendere il suono percepibile attraverso il tatto, offrendo un’esperienza estetica accessibile anche a chi non può affidarsi esclusivamente alla dimensione uditiva.
Esperienza a Bucarest
Dal 26 febbraio al 5 marzo 2020, Officina Sonora APS ha realizzato un laboratorio presso la Școala Gimnazială Specială pentru Deficienți de Vedere di Bucarest, coinvolgendo cinque bambini non vedenti in un percorso educativo e sperimentale basato sull’ascolto corporeo. I partecipanti, a turno, si sono seduti sulla poltrona per percepire la musica sia a livello uditivo che vibrazionale. Contemporaneamente, gli altri bambini hanno realizzato piccole sculture in argilla, ispirate alle emozioni generate dall’esperienza sonora.
L’attività è stata accompagnata da un’intervista semi-strutturata, volta a raccogliere le percezioni, le narrazioni e le emozioni suscitate dall’esperienza. L’intero percorso ha evidenziato il potenziale educativo, relazionale e terapeutico del suono quando viene agito come fenomeno integrato e incarnato.
Purtroppo, il successivo laboratorio previsto per marzo/aprile 2020 presso una scuola per bambini con sordità non ha potuto svolgersi a causa della pandemia.
Implicazioni e sviluppi
La Poltrona sonora si configura non solo come installazione artistica, ma anche come strumento pedagogico e terapeutico, utile in contesti educativi e riabilitativi. Promuove una forma di ascolto consapevole che integra percezione tattile e percezione sonora, agendo positivamente sulla consapevolezza corporea e sul benessere psico-fisico e In ambito clinico, il dispositivo si presta a esperienze di musicoterapia vibrazionale, contribuendo al rilassamento, alla riduzione dell’ansia e alla stimolazione sensoriale.
Dal punto di vista scientifico, l’esperienza si colloca nel campo della neuroestetica, la disciplina che indaga il rapporto tra percezione artistica e processi cognitivi. L’interazione tra suono e vibrazione attiva diverse aree cerebrali, favorendo l’integrazione sensoriale e una risposta emotiva complessa e profonda.
La Poltrona sonora rappresenta una sintesi originale tra arte, scienza e inclusione: un dispositivo che espande i limiti dell’ascolto e apre a nuove forme di esperienza sonora accessibile, trasformando il suono in materia viva, condivisa e abitabile.