Accessibilità museale e strumenti inclusivi. Progetto pilota alla Galleria di Storia Naturale del CAMS – Università di Perugia

Tra il 2022 e il 2023, Riccardo Toccacielo – Officina Sonora APS ha preso parte a un progetto di ricerca e intervento volto a migliorare l’accessibilità museale attraverso l’uso di strumenti comunicativi, multimediali e tecnologici. Il progetto, condotto in collaborazione con la Onlus ATLAS e con il sostegno dell’Università degli Studi di Perugia, ha avuto luogo presso la Galleria di Storia Naturale del CAMS (Centro di Ateneo per i Musei Scientifici), situata a Casalina (Deruta, PG). Il museo, che custodisce un’estesa collezione di reperti naturalistici, rappresenta un nodo strategico per la divulgazione scientifica sul territorio.

Il progetto si è concentrato sull’elaborazione e la sperimentazione di strumenti volti a rendere il patrimonio scientifico accessibile a persone con disabilità cognitive e sensoriali, affrontando criticamente una delle sfide più urgenti e spesso trascurate dalle istituzioni culturali italiane: quella dell’inclusività nella comunicazione e nella fruizione museale

Molte esposizioni, pur dotate di un elevato valore scientifico, risultano infatti di difficile accesso a causa della presenza di testi specialistici, assenza di supporti visivi o audio, e scarsa attenzione verso i bisogni comunicativi di pubblici neurodivergenti. Il progetto ha dunque avuto come obiettivo la co-progettazione di percorsi e supporti che favorissero un’interazione semplificata, multisensoriale e partecipativa con le collezioni.

Il lavoro si è articolato in tre fasi principali, condotte nell’arco di sei mesi, secondo una metodologia di osservazione, intervento e valutazione:

Prima fase | Analisi del contesto e osservazione delle criticità (2 mesi)
È stata condotta un’attenta mappatura del museo e dei comportamenti dei visitatori con disabilità, utilizzando griglie di osservazione sensoriale e cognitiva appositamente costruite per il contesto. Durante una prima visita esplorativa, priva di mediazioni correttive, sono state raccolte evidenze sulle difficoltà specifiche incontrate da persone con disturbi dello spettro autistico, Asperger e altri disturbi del neurosviluppo. L’analisi ha permesso di individuare criticità legate alla sovrastimolazione ambientale, alla difficoltà di orientamento e alla complessità testuale delle didascalie.


Seconda fase | Sviluppo dei supporti e progettazione degli strumenti (2 mesi)
A partire dai dati raccolti, è stata realizzata una serie di interventi comunicativi e tecnologici:

  • introduzione di QR code integrati con contenuti multimediali (audio-descrizioni, video, testi in versione easy-to-read);

  • realizzazione di schede di visita semplificate, orientate alla fruizione autonoma;

  • progettazione di un cubo interattivo, un oggetto-sonda che, una volta scansionato, attivava contenuti audiovisivi personalizzati. Questo dispositivo ha arricchito l’esperienza percettiva degli utenti attraverso stimoli visivi e sonori, promuovendo l’inclusione tramite un’interazione diretta e adattiva.


Terza fase | Valutazione d’impatto e confronto (2 mesi)
Durante questa fase conclusiva sono state condotte nuove visite museali con lo stesso gruppo di partecipanti e con nuovi visitatori, al fine di misurare l’impatto degli interventi. Il confronto tra i dati pre e post-intervento ha mostrato un netto miglioramento in termini di permanenza, attenzione, comprensione e soddisfazione. I risultati sono stati presentati in un evento pubblico di restituzione, valorizzando il lavoro svolto e promuovendo una riflessione ampia sul futuro dell’accessibilità nei musei universitari.

Esiti e prospettive

Il progetto ha dimostrato come l’integrazione di tecnologie accessibili, mediazione cognitiva e progettazione partecipata possa migliorare in modo concreto l’esperienza museale per un pubblico ampio e diversificato. La fruizione facilitata non solo favorisce l’inclusione sociale delle persone con disabilità, ma amplia le possibilità educative anche per famiglie, scolaresche e gruppi informali. L’approccio sperimentato può costituire un modello replicabile in altri contesti museali, scientifici e patrimoniali, ponendo le basi per future collaborazioni interistituzionali nel segno della valorizzazione accessibile del patrimonio culturale e naturale.

Le immagini documentano l’implementazione dei QR code, l’interazione dei visitatori con i supporti accessibili e la dimensione dialogica del percorso museale. Tutti gli strumenti sono stati realizzati in tempi rapidi e con risorse contenute, a dimostrazione della fattibilità operativa di simili interventi se condotti con rigore metodologico e attenzione educativa.